Il report è relativo allo sviluppo economico, sociale e finanziario della Regione del Kurdistan Iracheno

Executive Summary
Lo studio di fattibilità del progetto di sviluppo di Erbil ha l’obiettivo di contribuire allo sviluppo socioeconomico di Erbil attraverso la realizzazione di un distretto industriale e logistico completamente sostenibile, sia dal punto di vista socioeconomico che ambientale, offrendo alle imprese una reale opportunità di internazionalizzazione. Lo studio è stato ispirato dalla volontà di contribuire allo sviluppo delle imprese operanti nella Provincia di Vicenza.

Il contesto dell’iniziativa
L’apertura internazionale dell’economia vicentina, evidenziata da un rapporto esportazioni/valore aggiunto superiore al 50% (dati Istat 2008) rende lo sviluppo del territorio  particolarmente sensibile all’evoluzione dei mercati esteri e del commercio mondiale. Negli ultimi anni sono avvenuti importanti cambiamenti. Da una parte, sono emerse nuove opportunità non solo di transazioni commerciali, ma anche di accordi di partnership e joint ventures in mercati emergenti rispetto ai mercati tradizionali prevalentemente collocati nell’area dell’euro. Dall’altra,  stanno emergendo gli effetti negativi della crisi finanziaria mondiale sulle economie avanzate. Questi si traducono in una debole ripresa della domanda interna  anche condizionata da perdurante stretta creditizia. Le prospettive di crescita dell’area Euro restano fragili anche dopo la recente revisione delle proiezioni condotta nel gennaio del 2010 dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) che stima la crescita 2010-2011 rispettivamente all’1.0 e 1.6 per cento.
In questo contesto si pone una duplice sfida alle imprese: il contenimento dei costi di produzione (maggiore competitività) e una maggiore capacità di adattamento alle nuove condizioni/opportunità di mercato, considerando le potenzialità di crescita economica in mercati emergenti, i quali dovrebbero avvantaggiarsi di un più celere “catching up” nella fase di ripresa economica che potrà fornire un importante contributo alla formazione di nuove strategie di mercato in particolare da parte di quelle imprese che si sono già confrontate con successo con le sfide di una accresciuta competitività imposta dall’apertura al commercio europeo ed internazionale.

Obiettivi del progetto
Il progetto intende promuovere lo sviluppo di Erbil attraverso la realizzazione di un’area logistico-industriale  completamente sostenibile sia dal punto di vista socioeconomico sia da quello ambientale. L’obiettivo è quello di studiare l’impatto di tale distretto sull’economia locale e di fornire agli stakeholders del contesto vicentino (banche, imprese, pubbliche amministrazioni) uno strumento di base per la conoscenza, l’analisi, l’interpretazione del contesto socio economico curdo, a livello statuale e regionale. Tale strumento, riconducibile dal punto di vista semantico alla categoria degli scenari, si basa sulla matrice di contabilità sociale (Social Accounting Matrix - SAM -), ovvero una matrice a doppia entrata che estende il modello input output alla considerazione esplicita del ruolo delle istituzioni (imprese, famiglie, pubblica amministrazione) nel sistema economico, riproducendo la ciclicità del circuito produzione-reddito-spesa-risparmio-investimento.
La logica è quella di considerare la capacità del sistema Vicenza (e Veneto in senso lato) di dare atto a politiche di internazionalizzazione coordinate tra livello di impresa e livello istituzionale, pubblico e privato.
Di qui la necessità di produrre e mettere a disposizione uno strumento in grado di facilitare una progettazione degli interventi anche a livello micro che incorpori non soltanto meri obiettivi di profitto economico e finanziario, ma che tenga conto alla radice delle esigenze di sviluppo locale, nel caso specifico dell’economia di Erbil, nella prospettiva di esportare quanto di buono ha in sé il modello sociale europeo.

Protocollo d’Intesa Veneto-Kurdistan.
Sulle basi del protocollo d'intesa firmato nel gennaio 2011, Veneto e Kurdistan iracheno hanno avviato una speciale collaborazione nei settori dell'agricoltura, della formazione professionale, del turismo culturale e delle tematiche ambientali.
L'interscambio tra Veneto e Iraq nel suo complesso si aggira sui 153 milioni di euro l'anno (dato Istat 2009). Le esportazioni venete in Iraq sono più che quadruplicate negli ultimi tre anni passando da 5 milioni nel 2008 a 10 milioni nel 2009 e ben 21 milioni nei soli primi nove mesi del 2010. Il Paese presenta quindi grandi potenzialità di crescita e la Regione autonoma del Kurdistan in particolar modo.

La posizione strategica di  Erbil
Erbil si trova nel Kurdistan Regional Government (KRG), politicamente appartenente al Kurdistan iracheno, l’unico con autonomia politica quale regione federale dell’Iraq. Dista circa 80 km da Mosul, 87 km da Kirkuk e 329 km da Baghdad. Erbil è la capitale della Regione Autonoma e beneficia di un nuovo aeroporto internazionale che permette alla città rapidi collegamenti con il resto del mondo. Con una pista lunga 4.800 mt, 16 gate e 20 check-in il nuovo aeroporto si candida ad essere uno degli aeroporti più importanti in tutta l'area del Medio Oriente. Progettato dalla compagnia britannica Scott Group PLC, l'Erbil International Airport rappresenta, in termini di trasporto, commercio, tecnologia e turismo, un fattore significativo per lo sviluppo dell'intera Regione.

Il deterioramento dell’economia irachena.
Il processo di pace in territorio iracheno è difficilmente realizzabile senza uno sviluppo socioeconomico che vada ad incidere sul benessere delle famiglie locali. L'economia dell'Iraq si basa fortemente sull'esportazione di petrolio (nazionalizzato nel 1972) che comprende i 2/3 delle esportazioni, che però non bastano a equilibrare la bilancia commerciale. L'agricoltura è tradizionalmente assai sviluppata, grazie all'abbondanza d'acqua, anche se strategicamente condizionata dalle decisioni della Turchia (GAP: Progetto per l'Anatolia Sud-orientale), che controlla l'alto corso del Tigri e dell'Eufrate. L'industria è poco sviluppata ed è il settore che ha subito i maggiori danni dai conflitti bellici. Il turismo, soprattutto culturale e archeologico, è stato virtualmente azzerato dalle continue guerre.
In questo scenario economico i mercati cittadini, e la negoziazione del prezzo dei beni, sono la forma comune di commercio. La povertà in molte aree è a livelli altissimi causata principalmente dalla perdita del posto di lavoro, che ha segnato e segna tuttora drammaticamente la vita di molte famiglie, compromettendo il futuro delle giovani generazioni.

Il piano strategico per lo sviluppo di Erbil
Il progetto di Erbil intende avviare un processo di sviluppo di lungo termine, promuovendo la crescita di attività economiche ed industriali nella regione curda, con un rapido impatto sui redditi e sullo stato sociale della popolazione. Un obiettivo specifico sarà la creazione di un distretto logistico ed industriale, che coinvolgerà le istituzioni locali e trarrà il massimo beneficio dalle potenzialità presenti in loco, creando le condizioni ottimali per uno sviluppo sostenibile dell’intera area. 

Attori
Il progetto è rivolto a stakeholders locali ed internazionali, pubblici e privati, ma soprattutto alle imprese, che rappresenteranno il motore trainante dell’intero progetto e del processo di sviluppo socioeconomico.


La rilevanza del progetto
Il progetto, prevede la nascita di un distretto autosufficiente comprendente un cluster di imprese ed un interporto logistico. Sarà possibile:
- sviluppare e supportare l’economia locale e l’intera regione, creando nuove imprese ed espandendo quelle già presenti;
- facilitare il commercio e l’internazionalizzazione delle imprese europee nell’area;
- generare lavoro;
- implementare nuove tecnologie per rendere la circolazione dei beni e delle persone maggiormente sicura;
- generare le condizioni necessarie per collaborazioni tra imprese locali ed imprese estere;
- promuovere progetti sostenibili finanziariamente, ma soprattutto dal punto di vista ambientale, grazie ad un distretto completamente autonomo sia dal punto di vista idrico che energetico.

Il distretto
Il distretto industriale e logistico di Erbil copre un’area di circa 50 ettari e comprende i seguenti sottoprogetti:
- area industriale (68,08%);
- area logistica (28,32%);
- sistema di controllo e smistamento all’ingresso (2,36%);
- area per uffici amministrativi (1,24%).
L’approvvigionamento energetico sarà garantito o dalla fornitura locale governativa o dalla produzione in loco di energia rinnovabile da fonti alternative (fotovoltaico, eolico).

L’impatto socioeconomico
L’investimento prevede la localizzazione nel distretto di circa 86 imprese, la creazione di circa 2.440 nuovi posti di lavoro diretti, oltre ad un effetto indiretto sull’intera regione curda pari 1,5 volte l’effetto diretto. La realizzazione del distretto comporterà un aumento sostanziale della domanda di lavoro, sia per la parte di costruzione edile, sia da parte delle nuove aziende nei relativi settori di attività, che si rivolgerà ragionevolmente al mercato interno.

L’impatto del progetto
Dati gli obiettivi e le priorità, il progetto avrà importanti risvolti sotto diversi punti di vista:
- permetterà  di raggiungere benefici in termini di reddito, e di migliori condizioni di vita per la popolazione irachena;
- permetterà rapporti di collaborazione tra la regione autonoma curda e gli stati vicini;
- consentirà alle giovani generazioni di proiettarsi nel futuro e pensare in grande;
- contribuirà alla creazione di una nuova classe manageriale in Iraq;
- darà la possibilità agli attori della politica locale di adottare le corrette scelte di politica economica al  fine di supportare l’economia e generare benessere, all’insegna della libertà e del libero mercato.

I risultati economici
Nell’analisi sono state effettuate le simulazioni economiche e finanziarie su due casi studio alternativi, relativamente alla fornitura dell’energia elettrica. Nel caso studio A si assume che il fabbisogno energetico venga soddisfatto acquistando direttamente l’energia dalla rete nazionale, mentre nel caso studio B si ipotizza la costruzione di un impianto per la produzione di energia eolica di proprietà della società di gestione. Le principali voci e risultati economici del progetto nel caso studio A sono:
-    Costo del progetto: 56.687.551 €;
-    Tasso interno di rendimento economico: 49,37%
-    Benefit Cost Ratio (B/C): 1,90
-    Valore attuale netto economico (B-C): 35.677.634 €.

Nel caso studio B sono:
-    Costo del progetto: 66.808. 899 €;
-    Tasso interno di rendimento economico: 80,06%
-    Benefit Cost Ratio (B/C): 1,95
-    Valore attuale netto economico (B-C): 46.928.174 €.


I risultati finanziari
Le principali voci e risultati finanziari del progetto nel caso studio A sono:
-    Tasso interno di rendimento finanziario: 8,32%
-    Valore attuale netto finanziario: 16.400.574 €

Nel caso studio B sono:
-    Tasso interno di rendimento finanziario: 8,15%
-    Valore attuale netto finanziario: 18.636.380 €

In entrambi i casi studio il progetto è in grado di remunerare tutti i suoi stakeholders, con un tasso maggiore del 5% tenuto come benchmark.

 

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