L'incarico ricevuto dal Ministero degli Affari Esteri Italiano riguarda la predisposizione di uno studio di fattibilità relativo alla costruzione di un'area Industriale e Logistica a Jenin, nella West Bank

La posizione strategica di Jenin
La posizione di Jenin risulta logisticamente strategica: è al Nord della West Bank, a circa 40 km dal Porto di Haifa, a 30 km dal confine dello Sheikh Hussein in Giordania ed a 40 km. dalla Siria; inoltre si trova a circa 4 km. a sud della strada di grande comunicazione che collega Haifa alla Giordania.
Il Governatorato di Jenin è una grande realtà di 583 km.quadrati; ha una popolazione di circa 256.000 abitanti, l’11% della popolazione totale,  con il 42% di popolazione urbana, 54% rurale e 4% che vive nei campi profughi.
E’ una delle più importanti  aree economiche del Paese: agricoltura, allevamento del bestiame, industrie chimiche, pietra e marmo, metallo, mobili e industria del legno. Ma certamente è una delle più ricche e fertili aree agricole del medio oriente (legumi, olivi, alberi da frutto, mandorle e coltivazioni in serra), che possono sviluppare una fiorente industria agro-alimentare.

Il degrado dell’economia palestinese
Esiste un generale consenso che senza sviluppo, prosperità economica  non vi sia pace possibile e viceversa.
Tutte le analisi mostrano lo stato disastroso dell’economia palestinese e le condizioni di povertà di gran parte della popolazione. Gli anni di crisi economica e l’isolamento, soprattutto a partire dall’Intifada del 2000, hanno prostrato un tessuto imprenditoriale di PMI e di micro aziende già debole ed hanno provocato sia l’emigrazione di molti imprenditori, di investitori e delle risorse umane più qualificate, sia la perdita di speranza di un futuro migliore ed il complessivo indebolimento del tessuto sociale.
La povertà sta aumentando drammaticamente e la mancanza di posti di lavoro priva un elevato numero di famiglie dei mezzi essenziali per la loro sussistenza e aggrava la già instabile situazione politica nell’area. Situazioni di violenza diventano abituali e danneggiano ulteriormente la già indebolita economia palestinese in un circolo senza fine di causa-effetto.

I rischi
La mancanza di futuro crea disagio e pericolosa frustrazione. In questa situazione, i giovani sono di fatto il gruppo più vulnerabile, dal momento che non sono in grado di entrare nel mercato del lavoro e sono spinti verso la povertà, con il conseguente peggioramento della situazione economica generale e con la conseguenza di fomentare insoddisfazione e di poter trovare una soddisfazione nell’aggregarsi a gruppi sovversivi.
Nella sola Jenin vi sono circa 5600 diplomati che non lavorano e 13.400 studenti che stanno studiando  nelle diverse università della Cisgiordania. Non troveranno lavoro, né sperano di trovarlo, alimentando così una disoccupazione inquieta e l’emigrazione.

I limiti dell’aiuto umanitario
Se si considera quanto già fatto in esperienza internazionale, la riduzione della povertà e lo sviluppo reale non possono essere raggiunti solo attraverso aiuti umanitari di emergenza e di assistenza, che si susseguono come fosse questa l’unica soluzione dei problemi, portando la popolazione a credere di poter sempre vivere di aiuti dall’esterno.
Gli aiuti umanitari sono il maggior supporto in Palestina, ma è necessario che si adotti un nuovo e innovativo approccio basato sullo sviluppo delle risorse locali, sul settore privato e soprattutto sulla capacità di sfruttare l'enorme potenziale giovanile della Palestina.
In questo contesto, tentativi da parte della comunità internazionale di attivare comunque in tempi rapidi processi di sviluppo economico rischiano di non dare i risultati attesi, perché mancano progetti validi, soggetti locali in grado di svilupparli e non sono chiari i modelli di sviluppo da perseguire.

Il Piano Strategico di Sviluppo dell’area
L’iniziativa di Jenin si propone di disegnare un Piano Strategico di Sviluppo integrato  per il Governatorato palestinese  di Jenin, per la creazione di un’area di sviluppo industriale, così come auspicato dagli Accordi di Oslo del 1993 e riaffermato successivamente sia in accordi internazionali, che  in incontri bilaterali, che nella decisa dichiarazione del Quartetto del maggio 2008.
A conferma della potenzialità di Jenin è prevista, da parte israeliana, a livello del Regional Council di Jlboa, la creazione sul confine di un’area industriale mirror di pari dimensioni, in modo da realizzare in futuro un grande distretto integrato. Di esso sussistono le premesse, a seguito della firma di un accordo da parte dei governatori israeliano e palestinese, che rappresenta non solo il raggiungimento di un importante risultato economico, ma anche sul piano politico e diplomatico.

IL PROGETTO

La validità del progetto
Il progetto è relativo alla costruzione  a Jenin di una parco industriale self sustainable, che  coinvolge un insieme di aziende e di una piattaforma logistica. Questa iniziativa costituisce il primo pilastro del più ampio progetto EuroMid Bridge.
Esso riveste un’importanza notevole per l’area coinvolta ed è un’importante occasione per:
- stabilire relazioni tra le economie palestinese ed israeliana;
- migliorare la sicurezza attraverso efficienti tecniche di controllo che seguono il movimento delle merci;
- aprire l’enclave economico palestinese;
- incoraggiare la diversificazione economica palestinese a seguito di nuovi accordi commerciali, nuove infrastrutture e l’adozione di  tecnologie  di aumento della produttività;
- generare, in breve tempo, l’impiego di  risorse  qualificate e non;
- favorire progetti di sviluppo industriale indipendenti sia dalle forniture energetiche  che da quelle dell’acqua, utilizzando tecnologie a basso impatto ambientale.

Il piano
Il progetto copre una superficie di circa 100 Ha destinati ad uso industriale e consiste nei seguenti sottoprogetti:

- Parco industriale (60% dell’area)
- Area logistica (25%)
- Area desinata ai controlli di sicurezza (5%)
- Area destinata alle fonti alternative di energia (5%)
- Impianti per l’uso dell’acqua
- Area amministrativa


Caratteristiche principali
- Gli impianti per la produzione di energia utilizzano sia l’energia solare che la ristrutturazione molecolare dei rifiuti industriali ed urbani. Queste tecnologie saranno in grado di assicurare  l’autosufficienza delle forniture;
- Le attrezzature  di gestione delle acque, che  catturano l’acqua piovana dai tetti e  dalla terra e consentono il riciclo dell’acqua,  garantiscono l’80% di autonomia;
- I controlli di sicurezza adottano le tecnologie più avanzate;
- L’area logistica diventa  la piattaforma logistica interna del porto di Haifa che permetterà una sostanziale riduzione nel tempo necessario al controllo dei container che arrivano dai territori occupati  e che  richiedono un controllo b/b

I trasporti
L’attività logistica sarà modulata in conformità ad uno studio sofisticato che valuta tutte le probabilità di trovare checkpoints israeliani lungo la strada e le caratteristiche delle aziende di trasporto. Questa ricerca è di particolare importanza, in quanto la mobilità dei beni tra la West Bank e le aree vicine è uno dei fattori critici  che condizionano lo sviluppo economico e sociale di tutta l’area palestinese.

 

L’impatto socio- economico
Si ritiene che l’investimento possa  generare circa  12.000 nuove opportunità di lavoro diretto ed un impiego indiretto nell’area di 5 volte l’effetto diretto. Le proiezioni mostrano un aumento medio del PIL del 6% per l’area di Jenin e un impatto di aumento del 20% nel PIL della West Bank, alle attuali condizioni di mobilità del lavoro. Il tasso interno di ritorno dell’investimento è del 13,1%

L’impatto ambientale
L’impatto ambientale dell’area industriale è minimo. Questo è un prerequisito fondamentale per accedere ai prestiti della Commissione europea. La sostenibilità energetica è un obiettivo del progetto perseguito non solo per ridurre  l’esposizione al rischio delle riduzioni di fornitura di energia e risorse idriche, ma anche per attivare un processo di sviluppo locale autonomo ed indipendente in linea con l’emancipazione e l’identità sperate del popolo palestinese.

L’impatto del progetto
Questo progetto, che ha lo scopo di sviluppare l’economia locale del Governatorato di Jenin  e della West Bank, è di facile predisposizione e di elevatissima utilità. Sarà disponibile solo per la cooperazione italiana e non per altre agenzie di sviluppo di altri Paesi con attività nell’area di Jenin. Questo dovrebbe consentire alla cooperazione italiana di godere di un vantaggio competitivo e di far assumere all’Italia un ruolo di leader per lo sviluppo sostenibile sia dell’area di Jenin che della West Bank. E’ anche un’opportunità unica per svolgere un ruolo di primo piano nel coordinamento dell’azione politica di attori internazionali a livello locale.


I ritorni economici
Alla luce delle prime indagini si può calcolare:

- Costo del progetto: circa 420 milioni di euro
- Valore attuale dell’investimento : € 842,63
- Tasso interno di ritorno economico :16.07%
- Rapporto Costi/benefici: 2,62

Il progetto finanziario
Il progetto prevede una partnership pubblico-privata, con almeno 40% grants dalla Commissione Europea ed una linea di credito per i costi rimanenti provenienti da un finanziamento BEI per le ditte private  incanalate attraverso banche italiane.

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