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Grazie all'adozione di questo strumento la Pubblica Amministrazione potrà semplificare il processo decisionale per l'erogazione dei contributi sociali e rispondere ad una domanda di maggiore equità nella distribuzione delle risorse per i programmi di welfare e nella tariffazione dei servizi di pubblica utilità molto sentita dalle Amministrazioni locali di tutta Italia. In uno stato moderno, un uso attento del denaro pubblico richiede che l’accesso ai beni e servizi sociali venga dato solo a coloro che sono in stato di effettivo bisogno.

In Italia, l’eleggibilità ai programmi di welfare è riconosciuta attraverso la “verifica dei mezzi” effettivi di sostentamento di ogni famiglia secondo quanto è desumibile dal calcolo dell’Indicatore Socio Economico Equivalente (ISEE). Questo è un indice del costo della vita e del benessere della famiglia che tiene conto delle differenze nella composizione dei nuclei familiari.

L’assegnazione degli aiuti e degli accessi alle famiglie a beni e servizi pubblici quali gli asili nido, gli assegni per il nucleo familiare con tre figli minori, gli assegni di maternità, le mense e prestazioni scolastiche (libri, borse), le agevolazioni per tasse universitarie, le prestazioni del diritto allo studio, l’accesso ai prestiti d’onore, i servizi socio-sanitari domiciliari ed i contributi di locazione, è oggi percepita come molto ingiusta in quanto sono moltissimi i casi in cui si commette sia l’errore di escludere dagli aiuti persone che dovrebbero essere incluse sia di includere individui che dovrebbero essere esclusi.  E molto spesso i cittadini chiedono alle amministrazioni locali di compiere verifiche che attuino un severo controllo sui fruitori di tali servizi.

L’esclusione dal contributo di un nucleo familiare in stato di effettivo bisogno a favore di un nucleo non eleggibile, avvenuta a causa di un errore di valutazione della situazione economica, comporta per la società un danno nemmeno minimamente paragonabile con l’ammontare del contributo negato. Pensiamo, per esempio, ad una famiglia alla quale è stato ingiustamente negato un contributo e che è costretta a non iscrivere, per problemi economici, il figlio alla scuola dell’infanzia. Supponiamo sempre che la componente femminile di questa famiglia sia costretta a rifiutare una posizione lavorativa part-time a causa dell’impossibilità di garantire al proprio figlio una adeguata sistemazione durante l’orario di lavoro. In questo caso, quanto costa alla società l’errore di valutazione? Che problemi sociali comporta?

Per rispondere a queste problematiche nasce lo strumento Fattore Famiglia, che prevede:

1. l’utilizzo ad hoc di scale di equivalenza in grado, per esempio, di differenziare tra adulti e bambini, e di considerare la presenza in famiglia di persone portatrici di handicap, o minori di 26 anni a carico, ed altre caratteristiche che permettono una precisa identificazione del beneficiario;
2. l’impiego del reddito disponibile della famiglia;
3. l’introduzione di misure di controllo dell’elusione fiscale.

L’obiettivo finale è quello di favorire l’adozione ed il facile utilizzo da parte delle Amministrazioni Locali:

  1. di nuovi strumenti di supporto alle decisioni per l’erogazione degli aiuti;
  2. di piani tariffari per i servizi di pubblica utilità più consoni alle caratteristiche dei nuclei familiari.

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